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Utilizzo di dipendenti altrui per sfruttarne le conoscenze.

Utilizzo di dipendenti altrui per sfruttarne le conoscenze.

L’utilizzo di dipendenti altrui per sfruttarne le conoscenze è illegittimo.

La costruzione dello storno di dipendenti come rientrante nell’art. 2598 c.c., n. 3 è di natura giurisprudenziale.
Tale fattispecie deve pertanto essere individuata caso per caso attraverso le modalità nelle quali la vicenda si svolge.
Costituisce concorrenza sleale a norma dell’art. 2598, n. 3 del cod. civ.:

  • a)l’assunzione di dipendenti altrui o
  • b)la ricerca della loro collaborazione non tanto per la capacità dei medesimi, ma per l’utilizzazione, altrimenti impossibile o vietata, delle conoscenze tecniche usate presso altra impresa.

Quindi il concorrente scorretto fa ricorso a tale pratica perchè non possiede tali conoscenze. Infatti in questo modo:

  • evita il costo dell’investimento in ricerca e
  • pone in essere una concorrenza che altrimenti non sarebbe in grado di realizzare.

Si vedano sul punto: Corte di Cassazione n. 1263 del 1989, Corte di Cassazione, n.5671 del 1998 e Corte di Cassazione, sentenza n. 13658 del 2004.
In via di principio non è affatto vietato all’imprenditore di ricercare nel mercato il miglior collaboratore, anche sottraendolo attraverso una legittima e palese contrattazione sulla sua retribuzione al concorrente. Ciò è fisiologico ad un mercato concorrenziale.
Quello che differenzia la concorrenza così posta in essere in modo legittimo dallo storno vietato è l’animus nocendi.

Quest’ultimo implica la diretta ed immediata direzione dell’atto ad impedire al concorrente di continuare a competere, attesa l’esclusività di quelle nozioni tecniche e delle relative professionalità che le rendono praticabili.
Lo storno illecito:

  • a)non è nient’altro che un’attività parassitaria, che salta il costo dell’investimento in ricerca ed in esperienza,
  • b)priva il concorrente del corrispondente risultato della sua ricerca e della sua esperienza e
  • c)altera significativamente la correttezza della competizione.

Tanto va accertato caso per caso ovvero con riferimento:

  • 1)alle specifiche circostanze che connotano il quadro reale nel quale operano le imprese e
  • 2)alle modalità di trasmigrazione di dipendenti.

(Corte di Appello di Bari, sezione 1 civile, sentenza n. 271 pubblicata il 10-03-2014, presidente V. Scalera)