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Sviamento di clientela da parte dell’agente.

Sviamento di clientela da parte dell’agente.

Lo sviamento di clientela da parte dell’agente quando può ritenersi lecito ed a che condizioni?

Il concorrente non puo’ approfittare della situazione di difficoltà di altro imprenditore concorrente oltre i limiti del rispetto della correttezza commerciale.
Tale limite risulta oltrepassato se:

  • gli ex agenti dell’azienda in difficoltà,
  • passati alle dipendenze di una nuova impresa,
  • iniziano immediatamente a contattare proprio i clienti che erano usi a visitare da anni per conto del loro precedente datore di lavoro,
  • ovviamente per rifornirli dei prodotti del nuovo datore di lavoro.

Gli ex dipendenti possono utilizzare le proprie capacità personali di relazione acquisite lecitamente nel tempo ma non possono:

  • a)procedere immediatamente ed in un arco temporale ristretto dopo la loro fuoriuscita dall’azienda in difficoltà,
  • b)ad una sistematica attività di contatto dei soggetti che essi avevano seguito per molti anni per conto ed in favore del precedente datore di lavoro,
  • c)provocando così la sostanziale interruzione dei pluriennali rapporti già intrattenuti con essi.

Comportandosi in maniera così abnorme rispetto alla normale fisiologia del mercato cagionano un consistente fenomeno di sviamento di clientela.
Infatti vi è da precisare che la clientela che gli ex dipendenti hanno per anni seguito fino alle loro dimissioni costituisce clientela non già personale degli stessi ex agenti, bensì della società loro datrice di lavoro:

  1. dalla quale i singoli clienti acquistano i prodotti e
  2. con la quale instaurano rapporti commerciali.

Quindi gli ex agenti non possono vantare diritti propri su detta clientela. Di conseguenza, a maggior ragione, il loro nuovo datore di lavoro. Ciò anche a prescindere dalla stipulazione di un patto di non concorrenza con gli ex agenti.

E’ invece è consentito:

  1. in quanto fisiologico,
  2. che il passaggio di clientela possa avvenire sul diverso soggetto presso il quale l’ex agente abbia stretto il nuovo rapporto di lavoro:
  • a)nel tempo e
  • b)che tale passaggio non superi i limiti ragionevoli di tolleranza e, soprattutto
  • c)si verifichi in un contesto di sostanziale assenza di specifiche iniziative di contatto dell’ex agente che assumano un carattere di sistematicità di contatti tali da escludere la pretesa naturalità del fenomeno.

(Tribunale di Milano, Sezione specializzata per l’impresa -A- ordinanza del 02-07-2015 nella causa civile n. 32959/2015 r.g. Giudice Marangoni).