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Storno illecito di dipendenti altrui.

Storno illecito di dipendenti altrui.

Sul piano oggettivo la differenza tra natura fisiologica e lecita dello storno del dipendente e condotta sleale, va individuato nell’intensità lesiva del comportamento.
Lo storno è illecito ove il concorrente sleale si appropri di risorse umane altrui con modalità che:

  • a)mettano potenzialmente a rischio la continuità aziendale dell’imprenditore concorrente nella sua capacità competitiva, ovvero
  • b)provochino alterazioni, oltre la soglia di quanto possa essere ragionevolmente previsto, non suscettibili di essere assorbite attraverso un’adeguata organizzazione dell’impresa.

Tali comportamenti hanno un indubbio effetto shock sull’ordinaria attività di offerta di beni o di servizi del concorrente.
Mentre non puo’ essere considerata scorretta nei termini sopra indicati l’attività dell’imprenditore che:

  • tenendo conto di un mercato del lavoro che si muove dinamicamente,
  • secondo regole di correttezza
  • si muova nel mercato del lavoro cercando di acquisire risorse adeguate, nel concreto quadro economico e giuridico nel quale opera.

La stessa giurisprudenza della Cassazione ha specificato in diverse occasioni che la mera constatazione di un passaggio di collaboratori da un’impresa ad un’altra non è di per sè sufficiente ad integrare gli estremi di un illecito concorrenziale.

Per configurare lo storno illecito è quindi necessario che l’induzione degli altrui dipendenti:

  • ad abbandonare l’impresa di appartenenza per aggregarsi alla propria organizzazione
  • abbia avuto luogo con modalità tali da evidenziare il proposito dell’imprenditore di vanificare lo sforzo d’investimento del suo antagonista,
  • determinando nel mercato un effetto discreditante o parassitario tale da consentire a chi lo cagiona di appropriarsi dei frutti dell’attività di chi lo subisce.

Si vedano: Corte di Cassazione sentenza n. 6274 del 31.03.2016; Corte di Cassazione, sentenza n.13424 del 2008; Corte di Cassazione, sentenza n. 5671 del 2008 e Corte di Cassazione, sentenza n. 6079 del 1996.
Quindi affinchè si possa ritenere integrata una condotta di storno illecito è necessario che il passaggio di dipendenti da un’impresa ad un’altra sia corredato da una serie di elementi sintomatici dell’attività concorrenziale:

  • 1)atti denigratori,
  • 2)sistematica attività di contatto dei dipendenti stornati,
  • 3)tempi ristretti,
  • 4)quantità e qualità dei dipendenti stornati, etc.

idonei a ingenerare la convinzione che esso sia avvenuto in contrasto con i principi di correttezza professionale presidiati dal n. 3 dell’art. 2598 c.c
(Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa, ordinanza del 30.12.2016 di accoglimento totale del ricorso cautelare n.51429 del 2016, giudice A. Dal Moro).