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Storno di agenti commerciali e concorrenza sleale.

Storno di agenti commerciali e concorrenza sleale.

Lo storno di agenti commerciali del concorrente in gran quantità unitamente al “capo area” configura concorrenza sleale ai sensi dell’art. 2598 n.3 c.c.

La Corte di Cassazione ha ribadito un principio di diritto ormai pacifico in materia di storno di dipendenti.
In base a tale principio è legittima la contrattazione che un imprenditore intrattiene con il collaboratore del concorrente.  Si veda anche Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 5671 del 1998.
Mentre non è corretto concorrenzialmente il crearsi un vantaggio competitivo a danno di altra impresa tramite una strategia diretta:

  • 1)ad acquisire uno staff costituito da soggetti pratici del medesimo sistema di lavoro,
  • 2)entro una zona determinata,
  • 3)svuotando l’organizzazione concorrente:
  • a) di sue specifiche possibilità operative mediante sottrazione del “modus operandi” dei propri dipendenti, delle conoscenze burocratiche e di mercato da essi acquisite,
  • b) nonchè dell’immagine in sè di operatori di un certo settore.

Tale ultima condotta può essere qualificata come storno dei dipendenti di impresa concorrente, il quale costituisce atto di concorrenza sleale. Si veda Corte di Cassazione, sezione l civile, sentenza n. 20228 del 2013.
Al fine di dimostrare l’animus nocendi, a fronte di una chiara volontà di appropriarsi attraverso un gruppo di dipendenti, del metodo di lavoro e dell’ambito operativo dell’impresa concorrente, nessun rilievo assume l’attività di convincimento svolta dalla parte stornante per indurre alla trasmigrazione il personale dell’altra società.
Nel caso di specie una società aveva sottratto:

  • non solo un ‘capo area’, ma anche
  • tutta la rete di agenti da quest’ultimo gestita in una regione.

Vieppiù che gli agenti erano stati istruiti preventivamente anche tramite appositi corsi di formazione da parte della società concorrente. Ad essi erano stati anche promessi notevoli vantaggi economici ed organizzativi.

(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n.94 pubblicata il 04-01-2017, Presidente V. Ragonesi).

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