Avvocato Cavalea > Sentenze  > Concorrenza sleale  > Tribunali e Corti d’appello  > Storno di agenti e migrazione di clientela.

Storno di agenti e migrazione di clientela.

Storno di agenti e migrazione di clientela.

Lo storno di agenti non può essere utilizzato dall’imprenditore concorrente al fine di accaparrarsi i clienti altrui.

Infatti l’imprenditore leale deve tenere conto di un mercato del lavoro che si muove dinamicamente e secondo regole di correttezza.

Egli deve rispettare:

  • sia la disciplina gius-lavoristica
  • che gli altri diritti assoluti del concorrente

nell’ambito del concreto quadro economico e giuridico nel quale egli stesso opera.
La differenza tra natura fisiologica e lecita dello storno di agenti e la condotta sleale va individuato nell’intensità lesiva del comportamento.
Lo storno è illecito ove il concorrente sleale si appropri di risorse umane altrui con modalità tali che:

  • 1)mettano potenzialmente a rischio la continuità aziendale dell’imprenditore concorrente nella sua capacità competitiva, ovvero
  • 2)provochino alterazioni:
  • a)oltre la soglia di quanto possa essere ragionevolmente previsto, 
  • b)le quali non possano essere assorbite attraverso un’adeguata organizzazione dell’impresa e quindi
  • c)abbiano un effetto shock sull’ordinaria attività di offerta di beni o di servizi.

I vantaggi in termini:

  • di avviamento e
  • di clientela derivati dall’attività promozionale degli agenti o di procacciatori sono patrimonio acquisito del preponente.

La conseguenza è che il necessario rispetto delle regole di correttezza ai sensi dell’art. 2598 n. 3 c.c. non consente al nuovo datore di lavoro di utilizzare gli ex collaboratori del concorrente per un sistematico contatto con i clienti già trattati al fine di acquisirli a proprio favore.
Infatti i dipendenti costituiscono ‘il capitale umano’ per un’impresa che:

  • è dotato di un valore economicamente apprezzabile ed
  • è al tempo stesso una risorsa dell’impresa composta dalle conoscenze e dalle competenze detenute dal personale (abilità, formazione, esperienza e valore personale) tanto più apprezzabile quanto già è organizzata ed abituata ad operare nel team.

(Tribunale di Milano, sezione specializzata per l’impresa A, sentenza n. 13320 pubblicata il 12-11-2014, giudice A. Zana).