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Spazi pubblicitari e concorrenza sleale.

Spazi pubblicitari e concorrenza sleale. 

Non si possono vendere spazi pubblicitari anche con contenuti audiovisivi altrui in violazione delle norme sul diritto d’autore.

La condotta del Gruppo Editoriale l’Espresso s.p.a. ha integrato la violazione del disposto dell’art. 2598 n.3 c.c. in quanto ha posto in essere una concorrenza sleale parassitaria ai danni di RTI.

Infatti aveva utilizzato gratuitamente le opere televisive altrui (nella specie RTI)  senza sostenere i costi di produzione ed i costi di acquisto dei diritti di utilizzazione in diretta concorrenza con la RTI stessa.

Il Gruppo Espresso non poteva

  1. ottenere un illegittimo vantaggio economico attraverso la vendita di spazi pubblicitari
  2. in associazione alla diffusione delle opere di altri violando i principi di correttezza professionale.

Quindi è stata disposta:

  • l’inibitoria dalla continuazione della condotta lesiva
  • la rimozione di tutti i files audiovisivi indicati nella relazione del perito del giudice ed
  • il divieto di caricare sui propri server contenuti audiovisivi estratti da programmi televisivi di cui RTI era titolare.

Il Gruppo Editoriale l’Espresso s.p.a. è stato anche condannato al risarcimento dei danni patrimoniali quantificati in 250.000,00 euro oltre interessi legali dalla sentenza fino al soddisfo.

E’ stata altresi disposta la pubblicazione della sentenza a caratteri doppi rispetto a quelli normali a spese della convenuta:

  • sia sull’edizione cartacea
  • che su quella online dei quotidiani “il sole 24ore” ed “il Corriere della Sera” che
  • sulla home page del portale telematico “Repubblica.it”.

(Tribunale di Roma, sezione IX specializzata in materia di impresa, sentenza n.18413 pubblicata il 05.10.2016, rel. G. Russo).

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