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Sottrazione di clienti da parte del socio e concorrenza sleale.

Sottrazione di clienti da parte del socio e concorrenza sleale.

La sottrazione di clienti è vietata anche se effettuata:

  1. in danno di società in fase di liquidazione e
  2. da un suo stesso socio con una partecipazione societaria modesta (pari solo al 5% del capitale sociale).

Il Tribunale di Catania – Sezione distaccata di Mascalucia – aveva accolto la domanda risarcitoria per concorrenza sleale di Sub Service S.r.l. in liquidazione, nei confronti di Francesco Innuso, socio della medesima Sub Service s.r.l. con una quota pari al 5%.
Il Tribunale catanese ha liquidato il danno provocato dall’Innuso a causa della sua sottrazione di clienti di primaria importanza in euro 25.000,00 in danno della società.
La sentenza è stata appellata ma l’appello è stato respinto per motivi procedurali (per decorso del termine lungo, cioè in quanto è stato fatto fuori termine massimo).
La Corte di Cassazione ha invece ritenuto che l’appello era stato interposto nei termini ed ha quindi rinviato la causa ad altra sezione della Corte di Appello di Catania.
La cosa importante, pero’, è che nel caso affrontato il giudice di merito ha specificato come anche una società in liquidazione:

  • sia legittimata ad agire per concorrenza sleale e
  • nei confronti di un suo stesso socio seppur con quota modesta pari al 5%.

Quest’ultimo infatti aveva distratto clientela di un certo rilievo per la società cagionandole un danno concorrenziale seppur la società fosse già in fase di liquidazione.

(Corte di Cassazione, sezione 6 civile, ordinanza n. 437 pubblicata il 14-01-2016, presidente V. Ragonesi).

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