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Società di fatto e concorrenza sleale.

Società di fatto e concorrenza sleale.

Anche una società di fatto può commettere atti di concorrenza sleale.

Legittimato all’ordinaria azione di concorrenza sleale di cui all’art. 2598 cod. civ. è unicamente l’imprenditore concorrente.
Nel caso in cui gli atti di concorrenza sleale vengano compiuti in danno di una società, soltanto questa, in persona dell’organo che la rappresenta, è la parte legittimata all’esercizio della relativa azione.
Ciò anche nel caso in cui la società concorrente sia:

  • a)una società di fatto (cioè, per esempio, non registrata presso la camera di commercio) o
  • b)una società irregolare e non munita di personalità giuridica.

Infatti anche la società di fatto o irregolare:

  • è un soggetto di diritto,
  • titolare di un patrimonio formato con i beni conferiti dai soci e
  • tale soggettività è idonea ad attribuire alla società di fatto la legittimazione ad agire per esercitare l’azione di concorrenza sleale come pure quella dipendente di risarcimento danni.

Si vedano sul punto: Cassazione civile a Sezioni Unite, sentenza n. 291 del 26-04-2000; Corte di Cassazione, 1 sezione, sentenza n. 8531 del 05-05-2004; Corte di Cassazione, sentenza n. 816 del 15-01-2009, Corte di Cassazione sentenza n. 3869 del 03-12-1968; Corte di Cassazione, 3 sezione, sentenza n. 12833 del 19-11-1999.
(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 17792 pubblicata il 07-08-2014, presidente U. Vitrone).

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