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Singolo episodio di concorrenza sleale confusoria.

Singolo episodio di concorrenza sleale confusoria.

Un singolo episodio di concorrenza sleale confusoria non è idoneo ad ottenere una condanna ai sensi dell’art. 2598 n.1 soprattutto nel caso in cui il prodotto riprodotto non sia dotato di particolare capacità distintiva.

Non sufficienza di un singolo episodio accertato a fronte della mancanza di capacità distintiva dei prodotti.
L’onere di dimostrare l’esistenza degli elementi costitutivi dell’illecito extracontrattuale ai sensi dell’art. 2598 n. 1 c.c. grava su colui che agisce in contraffazione il quale deve provare:

  • a) la priorità della forma che si assume imitata,
  • b) la sua originalità e
  • c) il suo carattere distintivo.

Ciò a maggior ragione nel caso in cui chi si ritenga vittima di contraffazione e concorrenza sleale confusoria non sia titolare di un marchio dotato di particolare notorietà.
Tuttavia in caso di mancanza di capacità distintiva dei prodotti, si esclude la sussistenza di ipotesi di concorrenza sleale per confusione e per imitazione servile.
Un unico episodio accertato relativo alla vendita di un solo prodotto di campionario a prezzo inferiore al prodotto del competitor, di per sè non è idoneo:

  • a)a provare una produzione in serie del prodotto stesso,
  • b)nè alcuno sviamento di clientela,
  • c)nè di ravvisare un comportamento illecito a carico del competitor concorrente (nel caso di specie una ditta individuale).

Ciò in quanto alcuna appropriazione di modelli altrui ed utilizzo di segni distintivi appartenenti a terzi è stato fatto danneggiando così  il concorrente.

(Corte di Appello di Bologna, sentenza n.1820, pubblicata il 02-11-2015, presidente Emilia Salvatore).

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