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Quando si presume la colpa nella concorrenza?

Quando si presume la colpa nella concorrenza?

La colpa nella concorrenza fra imprenditori, in caso di condotte scorrette, si presume tranne che in un caso.

L’articolo 2600 c.c. stabilisce che se gli atti di concorrenza sono compiuti con dolo o colpa:

  • a) l’autore è tenuto al risarcimento dei danni e può
  • b) essere ordinata dal giudice, se richiesta, anche la pubblicazione della sentenza di condanna.

Accertati gli atti di concorrenza la colpa si presume nella concorrenza. Cosa vuol dire praticamente?
Vuol dire che si verifica una inversione dell’onere della prova a vantaggio di chi subisce gli atti di concorrenza sleale ovverosia a favore del soggetto danneggiato da comportamenti scorretti commercialmente.

Quest’ultimo, una volta che dimostra che un concorrente ha posto in essere comportamenti che integrano concorrenza sleale, la colpa in capo al soggetto scorretto si presume. Cio’ vuol dire che sarà costui a dover dimostrare di essersi comportato, invece, correttamente. Il comportamento corretto non è sempre semplice da provare.

Tuttavia la Corte di Cassazione ha stabilito che la disposizione contenuta in tale articolo non possa essere applicata in un caso.
L’operatività di tale norma che prevede l’inversione dell’onere probatorio:

  • resta esclusa nel caso di commissione della condotta anticoncorrenziale da parte del terzo e
  • nel caso di mancata riferibilità della stessa all’imprenditore involontariamente beneficiato.

(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 7476, pubblicata il 23.03.2017, presidente V. Ragonesi).