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responsabilità del terzo interposto: ai sensi dell’art. 2598 c.c. o dell’art. 2043 c.c?

La concorrenza sleale è una fattispecie tipicamente riconducibile ai soggetti del mercato in concorrenza e non è ravvisabile ove manchi il presupposto soggettivo del cosiddetto “rapporto di concorrenzialità”.

Tuttavia può esserci illecito concorrenziale quando l’atto lesivo venga compiuto da un soggetto (il cosiddetto terzo interposto) che agisca per conto del concorrente danneggiato o in collegamento con lo stesso.

Nel caso di specie il terzo è stato considerato responsabile in solido con l’imprenditore che si sia giovato della sua condotta e non è necessaria:

1)la circostanza di un vantaggio arrecato all’imprenditore concorrente, e

2)non occorre che sia stato stipulato con l’imprenditore concorrente un “pactum sceleris”.

Ciò che è sufficiente è il dato oggettivo che consiste nell’esistenza di una relazione di interessi tra autore dell’atto ed imprenditore avvantaggiato (per esempio nel caso in cui si provi il rapporto di collaborazione fra il terzo e l’imprenditore avvantaggiato).

Se manca tale collegamento il terzo può però essere chiamato a rispondere ai sensi dell’art. 2043 c.c.

(Cassazione civile, sezione 1° sentenza n. 25921 del 23-12-2015, Presidente Forte Fabrizio)

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