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Recesso del socio e concorrenza sleale.

Recesso del socio e concorrenza sleale.

Nel caso in cui un socio di una società di persone (società semplice, società in accomandita semplice e società in nome collettivo) receda non è vietato – salva diversa previsione statutaria – l’esercizio di nuova attività in concorrenza con essa. 

Non c’è concorrenza sleale ai sensi dell’art. 2598, n. 3, c.c. se il socio già receduto da una società di persone:

-dopo aver costituito una nuova società concorrente,

-ponga in essere un’attività di sollecito volta allo storno della clientela della prima,

-quando sia plausibile che l’identità dei clienti concretamente contattati possa rientrare nelle capacità mnemoniche del receduto e

-non sia provata invece la sottrazione di informazioni riservate dal software gestionale della prima società.

Il tutto, ovviamente, sempre purché l’attività di sollecito sia stata attuata con modalità conformi ai principi della correttezza professionale.

Quindi c’è semaforo verde all’attività di concorrenza solo nel caso di:

  1. recesso già avvenuto del socio e se
  2. nel contratto societario non vi fosse una diversa clausola statutaria (ed aggiungerei se il socio non abbia sottoscritto un patto di non concorrenza con la società).

(Corte di Appello di Brescia, sez. 1 civile, sentenza n.1213 pubblicata il 18.08.2017, pres. rel. D. Pianta)

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