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Quando gli accordi sugli acquisti in comune possono essere vietati per il diritto antitrust.

Gli accordi di acquisto fra due o più imprese hanno la funzione di creare potere nelle imprese che procedono all’acquisto. Ciò al fine di ottenere dei prezzi di acquisto più competitivi.
L’acquisto in comune può essere effettuato tramite: a) un’impresa in comune, b) un’impresa nella quale altre imprese detengono quote, c) un accordi distinti di natura contrattuale.
Tali tipi di accordi possono però produrre delle restrizioni della concorrenza nei mercati d’acquisto “a monte” oppure in quelli “a valle” o in entrambi.

Le restrizioni della concorrenza potrebbero esservi se le imprese partecipanti all’accordo di acquisto in comune:
a) detengono nell’insieme una quota superiore al 15% sul mercato di acquisto e
b) detengono una quota congiunta superiore al 15% sul mercato di vendita oppure
c) se le imprese stesse condividano una quota elevata dei loro costi variabili, ovvero
d) se “obbligano” i fornitori a ridurre la varietà o la qualità dei prodotti che fabbricano.

In questo modo le imprese potrebbero:
1) ridurre la qualità dei beni e di conseguenza vi sarebbe una diminuzione degli sforzi di innovazione o
2) precludere l’accesso al mercato ad acquirenti concorrenti e limitare il loro accesso agli stessi fornitori.

Ciò a maggior ragione se il numero dei fornitori è limitato e vi sono barriere all’offerta “a monte” da parte di nuovi fornitori.