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Pubblicità ingannevole – pratiche commerciali sleali delle imprese

Pubblicità ingannevole – pratiche commerciali sleali delle imprese

Il caso affrontato dalla Corte era relativo ad un volantino pubblicitario che indicava un computer portatile con un prezzo promozionale. La durata della promozione era dal 25 marzo al 9 aprile del 2008.

Tuttavia una volta che il consumatore si era recato in un supermercato di Trento (che era pubblicizzato nel volantino) durante il periodo della validità della promozione, tale prodotto informatico non era disponibile.

Le normative comunitarie e quelle italiane mirano a garantire un elevato livello di protezione dei consumatori.

Vi sono due tipologie di pratiche commerciali vietate: quelle ingannevoli e quelle aggressive. Per essere qualificata ingannevole una pratica commerciale deve “indurre il consumatore ad adottare una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso”.

Per la Corte di Lussemburgo anche gli atti preparatori di un eventuale acquisto del prodotto (come lo spostamento del consumatore fino al negozio o il fatto di entrarvi) sono considerati come costitutivi di una decisione di natura commerciale (ai sensi della direttiva 2005/29).

Tale direttiva si applica quindi alle pratiche commerciali sleali delle imprese nei confronti dei consumatori poste in essere prima, durante e dopo una operazione commerciale relativa ad un prodotto.

(Corte di Lussemburgo, sesta sezione, causa C-281/12)

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