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Pubblicità comparativa – prodotti alimentari – raffronto parziale

Due prodotti alimentari possono essere considerati comparabili se fra essi sussiste un certo grado di sostituibilità reciproca.

La pubblicità comparativa è lecita se è volta ad illustrare al consumatore vantaggi e svantaggi di alcuni prodotti che presentino la caratteristica di essere, agli occhi del pubblico, succedanei.

Tuttavia la comparazione non deve necessariamente riguardare tutti gli elementi costitutivi delle due offerte concorrenti.

E’ anche sufficiente un raffronto parziale purchè avente ad oggetto elementi significativi ed oggettivamente omogenei. E la salubrità di un prodotto alimentare è un elemento significativo per orientare le scelte dei consumatori.

Nella comunicazione commerciale comparativa, però, si devono esporre i dati non solo veritieri e corrispondenti a parametri di legge, ma in modo tale da farli riconoscere al pubblico di riferimento.

Cioè le società devono anche tradurre i messaggi pubblicitari in termini comprensibili per il consumatore (eventualmente ricorrendo a traduzioni da un linguaggio settoriale e/o specifico ad uno del linguaggio comune.) 

(Giurì dell’autodisciplina pubblicitaria, 20-12-2011, n.148/2011)

(Normativa di riferimento: articoli 1, 2, 13, 14 e 15 del Codice di Autodisciplina pubblicitaria)

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