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Prova di un illecito antitrust.

Prova di un illecito antitrust.

La prova di un illecito antitrust può essere data con qualsiasi mezzo.

Il comportamento delle imprese che si accordano per porre in esser una pratica anticoncorrenziale può essere provato con qualsiasi congruo mezzo. Si veda la sentenza del Consiglio di Stato, sez. VI, n.1305 del 05-03-2002.
La sussistenza di un accordo anticoncorrenziale non richiede l’allegazione di elementi probatori fondati su dati estrinseci o formali.
Ciò in quanto la prova di una intesa anticoncorrenziale quasi mai è ‘diretta’ in quanto difficilmente:

  • 1)esistono o sono comunque rinvenibili, i suoi simboli come per esempio documenti quali lo scambio di mail interne alle imprese o resoconti manoscritti di riunioni,
  • 2)possono essere acquisite testimonianze. Queste ultime, dovrebbero, fra l’altro, pervenire dagli stessi autori dell’illecito.

Quindi la prova di un illecito antitrust, nella maggior parte dei casi, è quasi sempre ‘indiretta’ o ‘indiziaria’.

Tale circostanza non comporta necessariamente che tale tipo di prova sia meno forte.
Infatti la ricostruzione dell’Antitrust va comunque verificata in sede giudiziaria in virtù:

  • a) dei requisiti generali che presiedono la valutazione dell’ipotesi,
  • b) dell’assenza di valide spiegazioni alternative,
  • c) dell’assenza di elementi che contraddicano la tesi seguita.

Per altro verso, invece, l’impresa è tenuta a prospettare ipotesi alternative, plausibili, rispetto a quelle formulate dall’Antitrust. (Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza n. 2524 del 17-03-2015)