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Prodotto omologato. Appropriazione di pregi.

Prodotto omologato. Appropriazione indebita di pregi.

La concorrenza sleale per appropriazione di pregi di prodotti o dell’impresa altrui ricorre quando un imprenditore:

  • in forme pubblicitarie od equivalenti
  • attribuisce ai propri prodotti o alla propria impresa
  • pregi, quali ad esempio premi, medaglie, riconoscimenti, qualità appartenenti a prodotti o all’impresa di un concorrente in modo da perturbare la libertà di scelta dei consumatori. Si veda Cassazione civile, sezione 1, sentenza n. 9387 del 10.11.1994.

Ingenerare nei propri clienti la falsa rappresentazione di comprare un prodotto:

  • omologato,
  • in piena regola ed
  • idoneo allo scopo per cui è stato acquistato è scorretto.

Infatti se la caratteristica cioè l’omologazione non sussiste:

  • affatto o
  • nel modo in cui viene presentata,

costituisce un tipico caso di appropriazione indebita di pregi.

Infatti l’uso non autorizzato di una certificazione di qualità che

  1. pur non avendo valore legale
  2. sia comunque dotata di valore commerciale perché diretta ad attestare la particolare sicurezza ed idoneità del prodotto

costituisce atto di concorrenza sleale per appropriazione di pregi ai sensi dell’art. 2598 n.2 c.c. a danno dell’imprenditore che abbia ottenuto tale certificazione.

A nulla rileva invece che i prodotti falsamente certificati soddisfino eventualmente, di fatto, gli standard tecnici richiesti per il rilascio della medesima certificazione.

(Tribunale di Torino, sezione specializzata in materia di impresa, sentenza n.5493 pubblicata il 15.11.2017, giudice rel. E. Di Capua).

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