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Posizione dominante e rischio penale.

Posizione dominante e rischio penale.

Abusare della propria posizione dominante o imporre cartelli fra imprese con particolari modalità violente o intimidatorie potrebbe avere anche rilevanza penale.

La seconda sezione della Corte di Cassazione ritiene che l’art. 513 bis c.p. punisce qualunque comportamento:

  1. violento o minatorio,
  2. attivo o impeditivo,
  3. posto in essere nell’esercizio di una attività imprenditoriale
  4. che sia finalizzato ad ottenere una posizione dominante non correlata alla capacità operativa dell’impresa.

La seconda sezione della Cassazione ritiene ricompresa in tale nozione (pag. 5 della sentenza) anche:

  • i cartelli tra imprese e
  • l’abuso di posizione dominante descritti negli articoli 2 e 3 della legge n. 297 del 1990.

Tale indirizzo interpretativo tende ad ampliare, a livello penalistico, la nozione di atti di concorrenza sleale ricomprendendovi anche le sopravvenute nozioni di acquisizione ed abuso di posizione dominante rinvenibili nella lettura degli articoli 2 e 3 della legge antitrust italiana.

Tali disposizioni normative della legge antitrust consentono di ritenere illeciti:

  • sia i cartelli di imprese finalizzati a inibire l’attività imprenditoriale delle ditte che non hanno partecipato all’accordo
  • sia l’abuso di posizione dominante.

Quindi nel caso in cui una qualunque condotta violenta o intimidatoria sia utilizzata, per esempio abusando della propria posizione dominante, può essere di rilievo penale ai sensi dell’art. 513 bis c.p.

(Corte di Cassazione, sezione 2 penale, sentenza n. 30406 pubblicata il 19.06.2018, rel. S. Recchione)

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