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Posizione dominante e risarcimento danni.

Posizione dominante e risarcimento danni.

Non è sufficiente la posizione dominante o di monopolio per ottenere il risarcimento dei danni.

La concorrenza è competizione per la conquista del mercato.

Nel nostro sistema non è vietato:

  • diventare dominante, ma è vietato abusare di tale raggiunta posizione e
  • tentare di diventare ovvero diventare monopolista, almeno fuori dalle prospettive economiche e giuridiche poste a base della legge n. 287 del 1990.

Ciò che è vietato al dominante, dunque, è di limitare la concorrenza del non dominante.

Così come è vietato al monopolista di sbarrare l’entrata nel mercato ad altro imprenditore.

Dunque, nella specifica prospettiva delle controversie concorrenziali che non allegano esiti che raggiungono la soglia di rilevanza nel mercato comunitario ovvero di quello nazionale (abuso della posizione dominante), è illecito competere utilizzando strumenti:

  • a)contrari alla correttezza professionale ai sensi dell’articolo 2598 del codice civile e
  • b)quelli la cui illiceità si trae dai modelli forniti dalla normativa antitrust n.287 del 1990.

La Corte di Cassazione sostiene che, se non ricorrono gli estremi di un abuso di posizione dominate sul mercato, si può agire nei confronti di colui che si ritiene abbia commesso un illecito solo se ha violato l’art. 2598 cod. civ. o la legge antitrust n. 287 del 1990.

Infatti l’allegazione di un esito di mercato sfavorevole per uno dei suoi attori, non dimostra affatto automaticamente l’esistenza di un illecito perpetrato a monte ai danni dello stesso.

La semplice posizione dominante sul mercato o la circostanza che una controparte sia un monopolista non è sufficiente per richiedere il risarcimento dei danni. Ed ovviamente si deve sempre avere riguardo al comportamento tenuto nel caso concreto.

(Corte di Cassazione, sezione 1° civile, sentenza n.14394 pubblicata il 10-08-2012, presidente C. Carnevale).