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Pericolo di danno concorrenziale.

Pericolo di danno concorrenziale.

Non è necessario che un danno concorrenziale si sia già verificato per essere condannati ai sensi dell’art. 2598 c.c. E’ infatti sufficiente anche il semplice pericolo di danno concorrenziale.

L’illecito concorrenziale di cui all’art. 2598 c.c. anche con riguardo all’ipotesi di cui al n. 2 non si perfeziona necessariamente attraverso la produzione di un pregiudizio attuale al patrimonio del soggetto concorrente.
E’ sufficiente anche il pericolo di un danno concorrenziale.
Il danno concorrenziale è inteso come difficoltà di mercato potenzialmente arrecata all’altrui impresa:

  • a)sia dal lato della clientela per la possibile perdita di essa, nonchè dei fornitori e finanziatori),
  • b)sia dal lato dell’organizzazione aziendale per la sfiducia dei dipendenti,

essendo sufficiente l’idoneità della condotta di un concorrente ad arrecare pregiudizio all’altro. Ciò anche in assenza di un danno attuale.
Tale orientamento della Cassazione sul punto è pacifico. Si vedano: Corte di Cassazione n. 1259 del 1999, Corte di Cassazione n. 10416 del 1998 e Corte di Cassazione a Sezioni Unite, n. 12103 del 1995.

(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 22042 pubblicata il 31-10-2016, presidente V. Ragonesi).

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