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Patto di non concorrenza dell’ex dipendente.

Patto di non concorrenza dell’ex dipendente.

Nel momento in cui il dipendente rassegna le dimissioni viene meno l’operatività dell’obbligo di fedeltà stabilito dall’art. 2105 c.c.

Quindi nel caso in cui non sia stato stipulato un patto di non concorrenza ai sensi dell’art. 2125 c.c. all’ex dipendente non è vietato lo svolgimento di affari in concorrenza con l’ex datore di lavoro.
Tuttavia anche se l’ex dipendente:

  • può fare concorrenza al proprio ex datore di lavoro,
  • deve rispettare le regole di concorrenza leale e di correttezza professionale che sono imposte a qualunque altro operatore economico del mercato.

L’unico divieto che incombe sul lavoratore è quello di utilizzare le informazioni acquisite durante il rapporto di lavoro:

  • a) non altrimenti ricavabili e cioè le informazioni riservate e
  • b) le informazioni che non sono attinenti alle sue capacità professionali.

In relazione ad una controversia relativa ad una presunta concorrenza sleale operata da un ex collaboratore, il Tribunale di Milano ha ritenuto che:

  • 1)l’utilizzo da parte dell’ex dipendente di un semplice formulario dei prezzi simile a quello di chi si ritiene danneggiato,
  • 2)il proporsi ad un singolo cliente dopo un anno dalla cessazione del lavoro subordinato, e
  • 3)l’assenza di un patto di non concorrenza

non possano essere considerate condotte di concorrenza sleale.
Di conseguenza non essendovi alcuna concorrenza sleale, non puo’ essere richiesto neppure il risarcimento dei danni all’ex dipendente.
(Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa A, sentenza n. 7295 pubblicata il 12-06-2015, Giudice A. Zama).