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Patto di non concorrenza dell’agente ed indennità non dovuta.

Patto di non concorrenza dell’agente ed indennità non dovuta.

L’art. 1751 bis del cod. civ. prevede il patto di non concorrenza dell’agente dopo lo scioglimento del contratto e stabilisce che:

  • deve farsi per iscritto,
  • deve riguardare la medesima zona, clientela e genere di beni e servizi per i quali era stato concluso il contratto di agenzia,
  • non può eccedere i due anni ed
  • in occasione della cessazione del rapporto l’agente commerciale abbia diritto ad una indennità di natura non provvigionale.

L’art. 1751 bis del cod. civ. è stato introdotto dall’art. 23 della legge n. 422 del 2000.

Tale disposizione normativa si applica, però, solo ai patti stipulati dopo il giorno 01.06.2001, data, quest’ultima, in cui è entrato in vigore l’art. 1751 bis cod. civ.

La giurisprudenza sul punto ormai è consolidata. Si vedano anche: Corte di Cassazione sentenza n.12127 del 2015, Corte di Cassazione sentenza n.17239 del 2016 nonché la recentissima Corte di Cassazione, sentenza n. 25466 del 26.10.2017.

Quindi nel caso di patto di non concorrenza dell’agente post contrattuale, ma stipulato antecedentemente al giorno 01.06.2001 non è dovuta alcuna indennità.

Non è dovuta alcuna indennità anche nel caso in cui il rapporto di agenzia cessi successivamente al giorno 01.06.2001.

Ciò in quanto:

  • a) l’art. 11 delle Preleggi stabilisce che la legge non dispone che per l’avvenire,
  • b) all’epoca il legislatore non aveva previsto alcuna normativa transitoria per i patti di non concorrenza in vigore.

(Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 25466 pubblicata il 26.10.2017, relatore Leo Giuseppina).