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Patto di non concorrenza per collaboratori ed autonomi.

Patto di non concorrenza per collaboratori ed autonomi.

Può l’art. 2125 del cod. civ. essere applicato ad un patto di non concorrenza per collaboratori e lavoratori autonomi? L’art. 2125 c.c. disciplina il patto di non concorrenza per il prestatore di lavoro subordinato (cioè per il dipendente).

In verità il disposto dell’art. 2125 c.c. non è considerato applicabile ai rapporti di lavoro parasubordinato ed autonomo.  A questi ultimi tipi di rapporti si applica solo l’art. 2596 c.c. che disciplina i limiti contrattuali alla concorrenza.

Si vedano sul punto: Cass. civ. sez. II, sentenza del 06-11-2000, n. 14454; Cass. civ. sez. lav. sentenza del 24-08-1991 n. 9118 e Cass. civ. sez. lav. sentenza n. 11282 del 03-11-1990.

Una parte della giurisprudenza ritiene che l’articolo 2125 c.c. potrebbe essere applicato per analogia a tali tipi di rapporti solo limitatamente alla durata massima del patto di non concorrenza (Cass. civ. sez. lav. del 23-07-2008, n. 20312; Cass. civ. sez. lav. del 06-05-2009, sentenza n. 10403).

Solo una giurisprudenza di merito (Trib. Torino del 20-01-2011) ha considerato applicabile per analogia l’art. 2125 c.c. anche al rapporto di lavoro parasubordinato sulla base del dovere di buona fede nell’esecuzione del contratto ai sensi dell’art. 1375 c.c. che vieta alla parte di un rapporto collaborativo di servirsene per nuocere all’altra.

Quindi concludendo non possono applicarsi le regole dell’art. 2125 del c.c. ai collaboratori dell’imprenditore salvo possano essere inquadrati a tutti gli effetti nella categoria dei dipendenti.