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Pagamento del compenso per un patto di non concorrenza.

Pagamento del compenso.

Il pagamento del compenso per la sottoscrizione di un patto di non concorrenza di un lavoratore può avvenire anche durante la pendenza del rapporto di lavoro.

L’art. 2125 cod. civ. relativamente al corrispettivo in caso di sottoscrizione di un patto di non concorrenza dispone che il compenso debba essere necessariamente proporzionato al sacrificio imposto all’ex dipendente.
Tale disposizione normativa lascia comunque le parti libere di determinare le modalità di corresponsione del compenso.
La giurisprudenza della Corte di Cassazione:

  • che nel corso del tempo più volte ha esaminato ipotesi di corresponsione del corrispettivo durante il rapporto,
  • anche sotto forma di percentuale della retribuzione,
  • ha ritenuto sempre legittimo il pagamento del compenso nel corso del rapporto.

Il pagamento del compenso durante il rapporto di lavoro per esempio a percentuale è valido purchè sia inequivoca l’imputazione a tal fine. Ciò vuol dire che nella busta paga vi deve essere dettagliatamente specificata l’imputazione della somma a titolo di corrispettivo del patto di non concorrenza.

Si vedano sul punto: Corte di Cassazione, sentenza n. 3507 del 1991; Corte di Cassazione, sentenza n. 5014 del 1983; Corte di Cassazione, sentenza n. 1846 del 1975 e Corte di Cassazione, sentenza n. 1027 del 1966.
Tuttavia il pagamento del corrispettivo del patto durante lo svolgimento del rapporto espone le parti ad una certa alea, ma la giurisprudenza ha chiarito che in questi casi l’adeguatezza del corrispettivo deve essere valutata a posteriori.

Ciò implica la possibilità da parte del lavoratore di richiedere, ricorrendone i presupposti, la risoluzione del patto per eccessiva onerosità o la rescissione per lesione. Quindi nel caso in cui il corrispettivo del patto successivamente si riveli eccessivamente basso il lavoratore può agire per la risoluzione. Si veda sul punto: Corte di Cassazione, sentenza n. 4891 del 1998.

(Corte di appello di Brescia, sezione del lavoro, sentenza n. 314 pubblicata il 04-09-2014, presidente A. Nuovo).