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packaging di prodotti – imitazione – concorrenza sleale

Se il packaging dei prodotti del concorrente consiste in una imitazione pedissequa del packaging dei prodotti di altro concorrente si configura la fattispecie di concorrenza sleale.

Nel caso affrontato dal Tribunale milanese:

a)la confezione dei prodotti era identica in tutti i suoi elementi a quella del concorrente,

b)i due prodotti venivano venduti nel medesimo esercizio commerciale,

ma avevano una evidentissima differenza di prezzo ed una diversa qualità dei prodotti e ridotte dimensioni delle confezioni.

Le uniche modestissime differenze consistevano:

a)nella denominazione del prodotto anche se scritta con il medesimo colore e carattere,

b)nella leggera modifica delle istruzioni laterali e

c)nel marchio su uno dei lati.

Tuttavia qualche:

1)leggera differenza nel packaging (così come sopra indicata) ed

2)un diverso nome e marchio sulle confezioni non sono sufficienti ad escludere la concorrenza sleale in quanto un identico packaging porta il consumatore a:

a)confondere i prodotti o quantomeno a

b)collegare i due prodotti in modo da ritenere che provengano da uno stesso imprenditore-produttore.

Quindi il comportamento tenuto dall’azienda cd. “copiatrice” che vuole “agganciarsi” al più noto prodotto copiato e vuole appropriarsi dei pregi del medesimo porta a concludere per la sussistenza delle fattispecie di cui all’art. 2598 n.1 e 2 c.c. (imitazione servile ed appropriazione di pregi dell’altrui prodotto con discredito dell’impresa concorrente).

(Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa, sezione A, sentenza n. 8817/2015 pubblicata il 17-07-2015, Presidente del collegio Marina Tavassi)