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Ordine di inibitoria anche per un solo caso di concorrenza sleale.

Ordine di inibitoria anche per un solo caso di concorrenza sleale.

Nel caso affrontato dalla Corte di legittimità un concorrente si lamentava dell’ordine di inibitoria alla vendita di prodotti propri in quanto era stato accertato solo un unico episodio di concorrenza sleale fra l’altro non ripetibile.
La Corte ha rigettato tale interpretazione difensiva poichè l’ordine di inibitoria:

  • a)non necessariamente richiede che il comportamento illecito sia in atto e
  • b)puo’ essere emanato anche al fine di impedire ripetizioni dell’illecito.

L’inibitoria disposta dal giudice del merito era volta ad impedire nuove iniziative illecite sul presupposto implicito deducibile dalla constatazione della già verificata concorrenza sleale (vendita anche di un solo bene imitato).
La pronuncia di inibitoria ha per oggetto una attività, sia pure di tipo negativo, da svolgersi nel futuro. E’ naturale che essa implichi l’ordine:

  1. di cessare una attività in atto così come quello
  2. di astenersi in futuro dal compiere una certa attività anche se nel frattempo cessata.

L’azione inibitoria ai sensi dell’art. 2599 c.c.

  • ha carattere essenziale e tipico
  • ed appresta una tutela giurisdizionale preventiva rivolta verso il futuro.

Il contenuto dell’inibitoria consiste nell’ordine rivolto ad una parte del processo di astenersi in futuro dal ripetere determinati atti commessi in violazione degli obblighi di non fare previsti dall’art. 2598 c.c.  (Si veda Corte di Cassazione, sentenza n. 8080 del 1995).

(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 6226 pubblicata il 13-03-2013, presidente U. Vitrone).

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