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Operazioni di concentrazione – fusione per incorporazione

Se i due principali operatori di un settore decidono di effettuare un’operazione di concentrazione in un mercato nel quale vi sono molte barriere all’ingresso di natura:

1) amministrativa: burocratica per esempio per la concessione di licenze ed autorizzazioni varie,

2) economica: alti costi fissi, per esempio per la gestione e la manutenzione degli impianti, e

3) regolamentare: presenza di normative relative a limiti di inquinamento elettromagnetico, vincoli urbanistici,

tale operazione produrrebbe rilevanti effetti restrittivi e distorsivi della concorrenza non solo nel

1) mercato rilevante relativo all’operazione, ma anche

2) nel mercato a valle ad esso ricollegabile.

Quindi un’operazione del genere è autorizzabile purchè vengano necessariamente prese misure correttive specifiche, incisive e tese alla salvaguardia del confronto concorrenziale in tutti i mercati coinvolti. Altrimenti gli effetti distorsivi della concorrenza sarebbero troppo gravi.

Alla nuova società risultante (il caso di specie riguardava una fusione per incorporazione di due società) dovranno essere imposti precisi obblighi come:

-di trasparenza verso terzi: per esempio la pubblicazione dei listini dei punti accesso e dei prezzi,

-di contrarre a condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie,

-di consentire l’accesso ai terzi alle proprie infrastrutture,

-di fornire un servizio di gestione dei propri impianti trasmissivi,

-di relazionare all’Autorità Antitrust,

-di usufruire, in caso di controversie, del servizio di conciliazione della Camera Arbitrale di Milano,

-di rispettare la regolamentazione Consob e

-per la società conferitaria di mantenersi quotata in un mercato regolamentato.

(Normativa di riferimento: L. n. 287/1990, art. 6 comma 1 e 2; artt. 12 e 18).

(Autorità Antitrust, n. 23117, C 11205 del 14-12-2011)

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