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Nullità di una intesa e risarcimento dei danni.

Nullità di una intesa e risarcimento dei danni.

Chi, imprenditore o consumatore, intente agire con una azione per far accertare la nullità di una intesa ed ottenere anche il risarcimento dei danni ai sensi dell’art. 33 della legge n.287 del 1990 (legge antitrust) deve agire avanti la Corte di Appello che ha competenza esclusiva come unico giudice di merito.

Chi agisce deve:

  • non solo allegare l’intesa vietata “a monte” ma anche
  • l’esistenza del danno “a valle” in conseguenza del contratto stipulato per effetto dell’intesa vietata.

Quindi il danno “a valle” non solo va dedotto, ma anche provato.

Ora di fronte ad una intesa restrittiva della libertà di concorrenza, il consumatore acquirente finale del prodotto offerto dal mercato vede svilito se non addirittura calpestato il proprio diritto ad una scelta effettiva tra prodotti in concorrenza. Tuttavia il danno che ha subito deve essere dimostrato.

D’altra parte il cosiddetto contratto a valle costituisce appunto lo sbocco dell’intesa vietata, essenziale a realizzarne e ad attuarne gli effetti.

(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, ordinanza n. 29810 pubblicata il 12.12.2017, rel. F.A. Genovese).

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