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Nullità del patto di non concorrenza tra imprese.

Nullità del patto di non concorrenza tra imprese.

Il patto di non concorrenza fra imprese per essere valido deve essere circoscritto ad una determinata zona o ad una particolare attività ai sensi dell’art. 2596 cod. civ. Altrimenti è nullo.

La regola generale vale anche per il patto di non concorrenza stipulato da un lavoratore.

Per quanto riguarda l’individuazione della nullità del patto di non concorrenza tra imprese in riferimento ad una determinata attività, la Corte di legittimità ha chiarito che è nullo, il patto di non concorrenza diretto:

  • a)non già a limitare l’iniziativa economica privata altrui, ma
  • b)a precludere in assoluto ad una parte la possibilità di impiegare la propria capacità professionale nel settore economico di riferimento. 

Ciò in quanto contrasta con l’ordine pubblico costituzionale (articoli 4 e 35 Cost.) Si veda sul punto: Corte di Cassazione, sentenza n.16026 del 2001.

La valutazione circa il carattere preclusivo assoluto di ogni attività da parte del patto comporta una valutazione di merito che è rimessa al giudice di merito della causa (Tribunale e Corte di Appello).
Nel caso affrontato dalla Corte di Appello è stato rilevato che i numerosi e distinti settori di attività da cui la società concorrente  doveva astenersi comportavano una menomazione della propria libertà di iniziativa economica tale da costituire violazione dell’art 41 cost.  Di conseguenza il patto è stato ritenuto nullo.
La Corte ha anche aggiunto che la domanda giudiziale ex art 2557 c.c ha una causa petendi del tutto diversa rispetto a quella di cui all’art 2596 c.c. o 2598 c.c. onde la stessa non puo’ ritenersi ricompresa in tali domande.

(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 24159 pubblicata il 12-11-2014, presidente F. Forte).

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