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Nominativi di clienti e distributori. Informazione riservata?

Nominativi di clienti e distributori. Informazione riservata?

L’imprenditore che si avvale della collaborazione di soggetti che hanno violato l’obbligo di fedeltà di cui all’art. 2105 del cod. civ. nei confronti del loro datore di lavoro pone in essere atti di concorrenza sleale se ricorre almeno una di queste condizioni:

  1. si appropria per il tramite del dipendente infedele di notizie riservate nella disponibilità esclusiva del datore di lavoro o se
  2. istiga alla violazione dell’obbligo di fedeltà cui il dipendente stesso è tenuto oppure
  3. presti intenzionalmente un contributo causale.

Si veda sul punto anche: Cassazione, sezione 1, sentenza n. 13550 del 30.05.2017

Mentre indipendentemente dalla violazione dell’obbligo di fedeltà costituisce sempre atto di concorrenza sleale la condotta di un imprenditore che, per il tramite di propri collaboratori, già al servizio della concorrenza, si appropri di tabulati recanti nominativi:

  • di clienti e
  • di distributori del concorrente.

Per i giudici è irrilevante la circostanza che detti nominativi fossero già noti al medesimo imprenditore ed a tali dipendenti trattandosi comunque di informazioni riservate e come tali non divulgabili. Si veda anche: Cassazione, sezione 1, sentenza n. 6274 del 31.03.2016.

(Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n.18772 pubblicata il 12.07.2019, rel. SCOTTI U.C.G.)

 

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