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No concorrenza sleale fra un quotidiano ed una grande azienda industriale

La Corte di Cassazione, costante sul punto, ritiene che per configurare un concorrenza sleale debba sussistere una situazione di concorrenzialità tra due o più imprenditori, il che presuppone il contemporaneo esercizio di una stessa attività industriale o commerciale in un ambito territoriale anche solo potenzialmente comune.

L’art. 2598 c.c.  è chiaro: l’atto di concorrenza sleale presuppone, appunto, una concorrenza intesa in termini di svolgimento di una medesima attività.

Quindi il linea generale un rapporto di concorrenza potrebbe sussistere anche fra due testate giornalistiche.

Tuttavia non può sussistere un rapporto di concorrenza fra una testata giornalistica quale è il quotidiano La Repubblica, anche se di rilievo nazionale, ed un gruppo imprenditoriale, facente capo a Mediaset s.p.a.

Infatti quest’ultima gestisce una attività estremamente ampia e ramificata e non è riconducibile al solo settore dell’informazione.

Ne consegue che non può sussistere alcun atto di concorrenza sleale fermo.

Cassazione civile, sezione III, (sentenza del 05-02-2015 n.2081) 

(Conformi alla suindicata sentenza sono anche le sentenze del 15 febbraio 1999, n. 1529, del 14 febbraio 2000, n. 1617, e del 22 luglio 2009, n. 17144 e la sentenza 9 agosto 2007, n. 17459)

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