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Messaggio pubblicitario ingannevole. Come “aggancia” il consumatore. Danni anche al concorrente legale.

Messaggio pubblicitario ingannevole per “agganciare” il consumatore. Danni anche al concorrente leale.

Un messaggio pubblicitario ingannevole ed idoneo perciò ad influenzare le scelte del consumatore medio integra un comportamento scorretto ex art. 2598 n.3 c.c. a danno del concorrente.

La sanzione contro la pubblicità ingannevole per pratiche ingannevoli mira a tutelare:

  • sia le imprese
  • che i consumatori.

Infatti la pubblicità ingannevole può essere suscettibile di ledere le imprese concorrenti falsando il gioco della concorrenza sul mercato. E’ un atto di concorrenza sleale in base alla previsione di cui al num. 3 dell’art. 2598 c.c. Ciò in quanto pratica contraria ai principi della correttezza professionale.

Il messaggio decettivo è idoneo ad arrecare pregiudizio in termini di (astratta) capacità di falsare il gioco della concorrenza sul mercato, e dunque ad orientare i consumatori al momento della scelta dell’operatore cui rivolgersi.

Ciò a prescindere dal fatto che poi, in concreto, l’offerta decettiva sia comunque più conveniente poiché il messaggio promozionale “aggancia” il consumatore ed ha quindi potere sviante.

Mentre a proposito di consumatore cui si deve far riferimento la disamina della comunicazione pubblicitaria, quest’ultima va compiuta sulla base del messaggio che tende a diffondere alla luce della percezione che possa averne il consumatore medio.

(Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa, sent. n.4500 del 02.04.2013)

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