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Messaggi pubblicitari ingannevoli e concorrenza sleale.

Messaggi pubblicitari ingannevoli e concorrenza sleale.

Messaggi pubblicitari ingannevoli sono un sicuro indizio di concorrenza sleale. La vicenda è la seguente.

Il gravame della società Kemper è stato accolto dalla Corte d’appello di Milano, che ha condiviso le valutazioni dell’Antitrust a proposito dell’ingannevolezza dei messaggi pubblicitari della società Star.
Tali messaggi pubblicitari sono stati giudicati idonei a pregiudicare:

  • il comportamento dei potenziali acquirenti e
  • la società concorrente (Kemper),

a causa dell’evidente difformità tra quanto prospettato nella pubblicità e quanto riscontrabile nella realtà.
Inoltre era stato ordinato il ritiro del materiali pubblicitario da parte dell’Antitrust, ma tale ordine non è risultato in corso di causa come eseguito dalla società Star. Anzi, sulle base delle dichiarazioni testimoniali rese nel giudizio, era emersa la prova dell’ulteriore diffusione del messaggio pubblicitario anche dopo il provvedimento dell’Antitrust.
La Corte di appello ha giudicato la società Star responsabile:

  • a) per attività concorrenziale ingannevole,
  • b) per violazione della correttezza professionale,
  • c) per lo sviamento della clientela e
  • d) per la lesione dell’immagine della Kemper.

Ha altresì accertato la sussistenza del danno subito dalla medesima Kemper, quantificato in via equitativa in euro 50.000,00, oltre interessi legali:

  1. la perdita della clientela e
  2. il calo del fatturato ed ù
  3. ha ordinato la pubblicazione della sentenza e
  4. condannato la convenuta al pagamento delle spese processuali.

Il ricorso in Cassazione proposto dalla società Star, come spesso avviene, per vizi procedurali è stato dichiarato inammissibile.
Ciò che rileva in questo caso è l’importanza della pronuncia dell’Antitrust in relazione al comportamento scorretto dal parte della società Star. Tale provvedimento è stato utilizzato dal giudice del merito (giudice dell’appello) ‘come base’ per la condanna della stessa società.
(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n.25926 pubblicata il 23-12-2015, presidente F. Forte).

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