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Marchio e concorrenza sleale.

Marchio e concorrenza sleale.

Quale è il rapporto fra violazione di un marchio e concorrenza sleale? Può verificarsi il caso in cui un imprenditore scorretto:

  • si appropria del marchio altrui o
  • pone in essere la contraffazione del marchio altrui

per esempio mediante l’uso di segni distintivi identici o simili a quelli legittimamente usati dall’imprenditore concorrente. In questa ipotesi si può procedere in due diversi modi anche con una sola azione giudiziaria.

La condotta scorretta può essere posta a fondamento:

  • non soltanto di un’azione reale a tutela dei propri diritti di esclusiva sul marchio, ma anche,
  • di un’azione personale per concorrenza sleale.

Ciò nel caso in cui quel comportamento scorretto del vostro competitor abbia creato confondibilità fra i vostri rispettivi prodotti e servizi.

Le due azioni possono essere esercitate anche congiuntamente (con risparmio di tempo e di soldi).

Ciò vuol dire che per l’imprenditore è sufficiente provare la sola contraffazione del marchio per essere “agevolato” anche nell’azione personale di concorrenza sleale ovviamente se i rispettivi prodotti (copiati) ingenerano confondibilità nel consumatore.

Si vedano: Cassazione, sentenza n. 16647 del 19.06.2008, n. 16647 e Cassazione, sentenza n. 2473 del 29.01.2019.

(Corte di Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n. 8944, pubblicata il 14.05.2020, rel. M. Falabella)

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