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Il marchio collettivo

I soggetti che svolgono la funzione di garantire:

-l’origine,

-la natura o

-la qualità di determinati prodotti o servizi, possono ottenere la registrazione per appositi marchi come marchi collettivi ed hanno la facoltà di concedere l’uso dei marchi stessi a produttori o commercianti.

I regolamenti concernenti l’uso dei marchi collettivi, i controlli e le relative sanzioni devono essere allegati alla domanda di registrazione.

Le modificazioni regolamentari devono essere comunicate a cura dei titolari all’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti per essere incluse tra i documenti allegati alla domanda.

Le disposizioni sopra indicate sono applicabili anche ai marchi collettivi stranieri registrati nel Paese d’origine.

In deroga all’art. 13 del cod. della pror. indus. un marchio collettivo può consistere in segni o indicazioni che nel commercio possono servire per desiganre la provenienza geografica dei prodotti o servizi. In tal caso, peraltro, l’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti può rifiutare, con provvedimento motivato, la registrazione quando i marchi richiesti possano creare:

-situazioni di ingiustificato privilegio ovvero comunque

-recare pregiudizio allo sviluppo di altre ananloghe iniziative nella regione.

L’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti ha facoltà di chiedere al riguardo l’avviso delle amministrazioni pubbliche, categorie e organi interessati o competenti.

L’avvenuta registrazione del marchio collettivo costituito da nome geografico non autorizza il titolare a vietare a terzi l’suo nel commercio del nome stesso, purchè quest’uso sia conforme ai principi della correttezza professionale.

I marchi collettivi sono soggetti a tutte le altre disposizioni del codice delal proprietà industriale in quanto non contrastino con la natua di essi.

(Normativa di riferimento: art. 11 cod. prop. indus. come modificato dall’art. 8, 1° comma D.Lgs. 13-08-2010, n.131).

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