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Marchio altrui e concorrenza sleale.

Marchio altrui e concorrenza sleale.

L’utilizzo di un marchio altrui, anche se non registrato, è concorrenza sleale confusoria.

Il diritto di esclusiva all’utilizzo di un marchio ha natura reale. Quindi la sua violazione va ravvisata in ogni abusiva riproduzione del marchio. Ciò è indipendente dall’animus: ovverosia dalla buona o mala fede di chi utilizzi il marchio altrui e quindi dalla presenza o meno del dolo o della colpa.

L’utilizzo da parte di una impresa concorrente di un segno distintivo di cui altra impresa ha diritto all’uso esclusivo va inibito quando tale utilizzo possa determinare confusione nel pubblico:

  • sia ai sensi delle norme che tutelano i diritti di proprietà industriale,
  • che ai sensi dell’art. 2598 n.1 cod. civ.

considerato che l’utilizzo dell’altrui segno distintivo, anche di fatto, costituisce sia contraffazione di marchio che concorrenza sleale confusoria.

(Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa -A- sentenza n. 1225 pubblicata il 28.01.2014, giud. rel. Silvia Giani).

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