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Made in Italy – non necessarietà di indicazione del paese di provenienza

Per la Corte di Cassazione non c’è un obbligo di indicare l’origine estera dei prodotti salvo nel caso in cui si usi un marchio con modalità tali da indurre il consumatore a ritenere che la merce o il prodotto sia di origine italiana. Non è necessario indicare il paese di fabbricazione. Sono sufficienti altre indicazioni che evitino fraintendimenti al consumatore sull’effettiva origine del prodotto.

Non si deve indurre il consumatore in errore sul paese di provenienza utilizzando il marchio. Infatti la legge n. 99 del 2009 cd. "Made in Italy" è stata abrogata dal decreto legge n.135. del 2009.

Quest’ultimo decreto prevede l’obbligo di indicazione dell’origine estera del prodotto solo quando le modalità di utilizzo del marchio apposto sono tali da trarre in inganno il consumatore (facendogli credere che sia di origine italiana).

(Caso: una società con sede in Italia produceva coltelli, forbici, ed attrezzi da giardino in Cina, importandoli successivamente in Italia)

(Corte di Cassazione penale, sentenza n. 15374 del 22-04-2010)

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