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L’oggetto di un’intesa anticoncorrenziale.

L’oggetto di un’intesa anticoncorrenziale.

L’accordo o la pratica commerciale oppure la decisione dell’associazione di imprese deve avere per oggetto – diretto od indiretto – la restrizione della concorrenza. In questo caso, quindi, è illecita dal punto di vista del diritto antitrust.

Ora, per il diritto antitrust:

  • a)italiano (art. 2 legge n.287/1990) la restrizione della concorrenza deve essere “sensibile”, mentre per quello
  • b)europeo (art. 101 del TFUE) la restrizione della concorrenza deve essere “consistente”.

Tuttavia, in realtà, i due concetti di “sensibilità” e “consistenza” sono equivalenti.
Le intese che hanno per oggetto quello della restrizione della concorrenza sono sempre illecite perchè per loro stessa natura possono restringere la concorrenza indipendentemente:

  • a)dalla circostanza che l’accordo abbia o meno prodotto i suoi effetti pregiudizievoli per il mercato,
  • b)dagli effetti reali o potenziali dell’accordo nel mercato e
  • c)dalle quote di mercato detenute dalle imprese che hanno realizzato la violazione cosiddetta”per oggetto”.

Fra gli esempi di accordi, anche definiti “cartelli”, che hanno per oggetto diretto o indiretto una restrizione della concorrenza, vi sono quelli relativi a:

  • 1)la ripartizione della clientela,
  • 2)la ripartizione dei mercati,
  • 3)la fissazione dei prezzi di vendita,
  • 4)la ripartizione delle fonti di approvvigionamento,
  • 5)la ripartizione dei canali si sbocco sul mercato,
  • 6)il controllo della produzione,
  • 7)il controllo degli investimenti e dell’innovazione,
  • 8)la fissazione di prezzi di rivendita in capo al distributore,
  • 9)la protezione territoriale assoluta del distributore.
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