Avvocato Cavalea > Sentenze  > Concorrenza sleale  > Tribunali e Corti d’appello  > Lo storno di dipendenti illecito.

Lo storno di dipendenti illecito.

Storno di dipendenti illecito.

Per configurare lo storno di dipendenti illecito sono necessarie tre circostanze:

1)che un’impresa induca i dipendenti di un’impresa concorrente a dimettersi al fine di assumerli nel proprio organico.
Questo, tuttavia, non accade invece quando il rapporto di lavoro venga interrotto: a)volontariamente ed autonomamente dal dipendente o quando b)tale rapporto si sia naturalmente estinto e non voglia piu’ essere rinnovato dal dipendente stesso.

Si veda sul punto anche: Corte di Cassazione, sezione I, sentenza n. 14990 del 2013.

2)La seconda è che cio’ permetta all’impresa concorrente, che agisce stornando i dipendenti altrui, di saltare il costo dell’investimento in ricerca ed in esperienza.
Infatti sia la ricerche che l’esperienza (per esempio dei dipendenti stornati) vengono sottratte slealmente al concorrente alterando significativamente la correttezza della competizione.

3)Mentre la terza circostanza è che cio’ implichi la volontà di impedire al concorrente, o di renderle assai più difficile, il continuare a competere, stante l’esclusivita’ di quelle nozioni tecniche e delle relative professionalita’ che rendono praticabile l’attivita’ di impresa svolta in concorrenza.

Lo storno di dipendenti va di pari passo con l’animus nocendi e cioè con la volontà dell’imprenditore concorrente di danneggiare il proprio competitors. Animus nocendi e storno di concorrenti sono interconnessi.  Un imprenditore che vuole nuocere il proprio concorrente, tenta di sottrargli illecitamente i dipendenti.

Al fine di accertare:

  • a)se un imprenditore è animato da animus nocendi del proprio concorrente e
  • b)se lo storno dei dipendenti è o meno illecito,

la giurisprudenza di merito e nel caso di specie del Tribunale di Milano, individua una serie di condotte da valutare.

Queste sono contraddistinte dai seguenti elementi fattuali:

  • a)la quantita’ del soggetti stornati,
  • b)la portata dell’organizzazione complessiva dell’impresa concorrente;
  • c)la posizione che i dipendenti stornati rivestivano all’interno dell’azienda concorrente;
  • d)la scarsa fungibilita’ dei dipendenti;
  • e)la rapidita’ dello storno;
  • f)l’inizio di una iniziativa economica del concorrente stornante prima non esistente.

Dovranno essere analizzate tutte unitamente ad accertare anche l’animus nocendi dell’imprenditore concorrente.

(Tribunale Ordinario di Milano, sezione specializzata per l’impresa -A- sentenza n.143 pubblicata il 20.01.2017, giudice dott.ssa A. Dal Moro).