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L’intesa vietata per il Consiglio di Stato.

L’intesa vietata per il Consiglio di Stato.

L’intesa vietata si caratterizza per la compresenza di due elementi necessari:

  • l’avere per oggetto o per effetto quello di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza e
  • l’idoneità a determinare un pregiudizio nel commercio fra gli stati.

Il pregiudizio puo’ essere anche: a) indiretto o b) potenziale.  Devono quindi essere valutati entrambi gli elementi ai sensi dell’art. 101 TFUE.
Infatti per intesa vietata ai sensi dell’art. 101 TFUE e art. 2 della legge n.287/1990 si intende qualunque accordo o pratica che possano avere una influenza:

  • a) diretta,
  • b) indiretta,
  • c) attuale o
  • d) potenziale

sull’esplicarsi delle ordinarie dinamiche nell’ambito del mercato rilevante (si veda C.G.U.E. sentenza nella causa Wouters C-309/99 e C-475/99 Ambulanz Glockner).

Come procedere quindi:

  • Prima: deve essere accertata la presenza o meno di un’intesa.
  • Poi: va accertato il mercato rilevante alla luce dell’ampiezza e dell’oggetto dell’intesa medesima.

Così come è sufficiente la presenza dell’illecito anticoncorrenziale mentre non è necessario per forza un suo effetto.
il presupposto dell’illecito è il comportamento che dipende dalla concertazione (cioè dall’accordo). Non è invece necessario che si manifesti – per forza – l’effetto di impedire o falsare la concorrenza.

(Consiglio di Stato sentenza n. 2479 del 15-05-2015)

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