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Le vendite piramidali ancora nel mirino dell’Antitrust.

L’Antitrust nella sua adunanza del 22 marzo 2017, udito il relatore dott.ssa Muscolo nel procedimento istruttorio avviato nei confronti del professionista Dexcar Autovermietung UG (società con sede ad Essen in Germania) ha sanzionato tale operatore commerciale.
La Dexcar è un professionista attivo nella settore del noleggio di autoveicoli.
Sono stati sanzionati anche altri professionisti incaricati fra cui: la Asap Holding s.p.a., Bizeta Web s.a.s., Raggio Verde s.n.c., Tronchin Auto s.r.l. e Trentatre s.r.l. della promozione e della diffusione del sistema di autonoleggio Dexcar.
L’Autorità ha comminato sanzioni pecuniarie per oltre 400.000 euro.

La pratica sanzionata, ideata e posta in essere da Dexcar a partire dalla fine del 2014 con l’ausilio di altri professionisti, consisteva:
-nella promozione e
-gestione di un sistema di autonoleggio
attraverso il quale il consumatore, per ottenere l’autonoleggio gratuito di un’autovettura per 24 mesi tramite l’adesione al Programma Marketing Bonus Auto, avrebbe dovuto versare una quota di ingresso variabile da 547 a 1.950 euro.

Secondo quanto previsto dal sistema, a seguito del versamento della suddetta quota, il consumatore veniva inserito in una “tabella” ove per ottenere:
-la consegna dell’autoveicolo e
-l’autonoleggio gratuito,
avrebbe dovuto seguire una farraginosa modalità di progressione resa possibile dal reclutamento, effettuato anche mediante advisor, e ingresso nel sistema di molti altri consumatori. Anche questi ultimi dovevano però versare a loro volta la quota d’ingresso.

Così facendo, mentre venivano generati considerevoli ricavi per il professionista, il noleggio gratuito, cui ambivano i soggetti aderenti, risultava disponibile solo per un numero irrisorio di consumatori: una auto ogni 128 adesioni ed era il frutto delle quote corrisposte da altri soggetti entranti.
Anche gli ulteriori benefit promessi da Dexcar, quali ad esempio i buoni benzina, raggiungevano una minima parte degli aderenti al sistema: 16 ogni 128 adesioni.
Il procedimento ha consentito di accertare la scorrettezza della pratica:
-sia avuto riguardo alle modalità ingannevoli con le quali erano prospettate le caratteristiche,
-i termini e le condizioni del servizio proposto,
sia in quanto il sistema integrava una vendita a carattere piramidale annoverata dal Codice del Consumo tra le pratiche commerciali scorrette ed in ogni caso ingannevoli.
Tali società hanno infatti violato gli articoli 20, 21 comma 1? lettere b), c) e g) e l’art.23 lettera p) del codice del consumo.