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Le tasse relative a DOP e IGP

Gli Stati membri possono esigere il pagamento di una tassa destinata a coprire le loro spese, comprese quelle sostenute in occasione dell’esame:

– delle domande di registrazione,

– delle dichiarazioni di opposizione,

– delle domande di modifica e

– delle richieste di cancellazione presentate a norma del reg. Ce 20-03-2006, n.510.

Gli Stati membri hanno notevole libertà nell’imporre tasse in relazione a tutta l’attività compiuta durante le fasi della procedura di registrazione di una DOP o IGP.

Anche l’Italia utilizza tale norma. Per cui dovranno essere pagate tasse, bolli e contributi destinati a coprire anche le spese dello Stato.

Gli importi e le modalità di versamento sono fissati dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze.

I proventi così incassati sono destinati, oltre chè a coprire le spese, a salvaguardare l’immagine ed a tutelare a livello internazionale i prodotti agroalimentari ad indicazione geografica.

(Normative di riferimento: art. 18 Reg. Ce 20-03-2006, n.510; DPR 26-10-1972, n. 642; L. 27-12-2006, n.296; D.M. 21-05-2007

 

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