Avvocato Cavalea > Articoli  > Concorrenza sleale  > Causa petendi e concorrenza sleale. Le singole ipotesi.

Causa petendi e concorrenza sleale. Le singole ipotesi.

Causa petendi e concorrenza sleale. Le singole ipotesi

Nella concorrenza sleale ogni ipotesi prevista dall’art. 2598 c.c. individua una autonoma causa petendi che è fondata su accertamenti di fatto specifici e distinti.

Per esempio l’ipotesi prevista dall’art. 2598 n.3 c.c. che consiste nell’avvalersi direttamente o indirettamente di ogni altro “mezzo non conforme ai principi della correttezza professionale e idoneo a danneggiare l’altrui azienda”:

  • si riferisce a mezzi distinti e diversi da quelli relativi ai casi tipici di cui ai numeri 1 e 2 dell’art. 2598 c.c. 
  • costituisce un’ipotesi autonoma di concorrenza sleale e
  • necessita di una prova in concreto dell’idoneità degli atti ad arrecare pregiudizio al concorrente.

Se chi agisce in giudizio riferisce di atti di imitazione servile a fondamento di una domanda giudiziale che integrano la concorrenza sleale per imitazione servile in quanto creano confusione con i prodotti e l’attività del concorrente, il giudice:

  • non può sostituire la causa petendi della domanda con una causa petendi diversa sia sotto il profilo giuridico che sotto il profilo dei fatti materiali e
  • non può porre a fondamento dell’accertamento della concorrenza sleale sotto il diverso profilo di cui all’art. 2598 n.3 c.c. Se così facesse andrebbe oltre i limiti della domanda proposta.

Infatti nella concorrenza sleale ognuna delle ipotesi previste dall’art. 2598 c.c. individua un’autonoma “causa petendi” fondata su accertamenti di fatti specifici ed alternativi.

(Corte di Cassazione, sezione 1°, sentenza n. 25652 pubblicata il 04.12.2014, Presidente Ceccherini Aldo).

Precedente conforme in tema di diversità della “causa petendi” nelle singole ipotesi previste dall’art. 2598 c.c.: Corte di Cassazione n. 5437 del 2008)