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Le intese vietate fra le Imprese.

Le intese vietate fra le Imprese.
L’art. 101 del TFUE (ex art. 81 del Trattato UE) stabilisce che sono incompatibili con il mercato interno e vietati:
1-tutti gli accordi tra imprese,
2-tutte le decisioni di associazioni di imprese e
3-tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare:
a)il commercio tra Stati membri e
b)che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all’interno del mercato comune.

Tale disposizione normativa elenca una serie di “intese” vietate che consistono:
1)nel fissare direttamente o indirettamente i prezzi d’acquisto o di vendita ovvero altre condizioni di transazione,
2)limitare o controllare la produzione, gli sbocchi, lo sviluppo tecnico o gli investimenti,
3)ripartire i mercati o le fonti di approvvigionamento,
4)applicare, nei rapporti commerciali con gli altri contraenti, condizioni dissimili (diverse) per prestazioni equivalenti, così da determinare per questi ultimi uno svantaggio nella concorrenza,
5)subordinare la conclusione di contratti all’accettazione da parte degli altri contraenti di prestazioni supplementari, che, per loro natura o secondo gli usi commerciali, non abbiano alcun nesso con l’oggetto dei contratti stessi.

Tale elencazione non è tassativa, ma meramente esemplificativa. Cio vuol dire che possono esserci altre ipotesi (cioè altre condotte delle imprese), pur non ricomprese nella disposizione dell’art. 101 TFUE che potrebbero essere considerati vietati
Gli accordi o decisioni, se
-pregiudizievoli al commercio fra gli Stati nonchè
-alla concorrenza all’interno del mercato interno,
sono nulli. Tale nullit? ha effetti retroattivi.