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Le conoscenze dell’ex agente o dell’ex dipendente. L’illecito sviamento di clientela.

Le conoscenze dell’ex agente o dell’ex dipendente. L’illecito sviamento di clientela.

L’utilizzo delle conoscenze e dei rapporti commerciali di un ex dipendente o di un ex agente non vincolato da legittimo patto di non concorrenza è lecito.

La concorrenza sleale per illecito sviamento di clientela è un concetto estremamente vago e non tipizzato. 

Pertanto non è assimilabile ad altre figure sintomatiche di concorrenza sleale elaborate in modo tradizionalmente consolidato dalla giurisprudenza (come per esempio lo storno di dipendenti, la violazione di norme pubblicistiche, il boicottaggio, la vendita sotto costo).

Il tentativo di sviare il cliente altrui, che non appartiene all’imprenditore, di per sé rientra nel gioco della concorrenza. Quest’ultima infatti, altro non è che la contesa della clientela.

Di conseguenza:

  • per verificare nel caso concreto se ricorrono i requisiti di cui all’art. 2598 n.3 cod. civ. e
  • ritenere illecito lo sviamento

occorre che esso sia provocato direttamente o indirettamente con un mezzo non conforme ai principi della correttezza professionale. Quest’ultima è intesa come il complesso di regole desunte dalla coscienza collettiva imprenditoriale di una certa epoca, socialmente condivise dalla categoria.

Quindi:

  • non è sufficiente il tentativo di accaparrarsi la clientela del concorrente sul mercato, ma
  • è necessario il ricorso ad un mezzo illecito secondo lo statuto deontologico degli imprenditori.

Ora, tale non è, di per sé, l’utilizzo delle conoscenze e dei rapporti commerciali di un ex dipendente o di un ex agente non vincolato da legittimo patto di non concorrenza.

(Cassazione, sezione 1 civile, sentenza n.18772 pubblicata il 12.07.2019, rel. SCOTTI U.C.G.)

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