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l’autorità Antitrust e gli altri (troppi) organismi di controllo in Italia.

L’Antitrust opera in alcuni casi di concerto con altre istituzioni di controllo e di regolazione in Italia.

Dal 2007 vi sono dei protocolli d’intesa relativamente ad alcuni settori di intervento con altre Autorità fra cui:

a)la Banca d’Italia relativamente alle concentrazioni ed alle pratiche commerciali scorrette,

b)le Autorità di vigilanza quali l’Ivaas (ex Isvap), la Consob ed ancora la Banca d’Italia nei casi di divieto di interlocking (sui titolari di cariche e sulla loro incompatibilità, sui funzionari di vertice, sulla composizione dei gruppi e sul quantum fatturato),

d)l’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico per tutelare i consumatori ed il mercato,

e)l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture relativamente alle procedure di gara (AVCP),

f)l’Autorità di garanzia per le comunicazioni (AGCOM),

g)l’Ivaas (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) per tutelare i consumatori nel settore assicurativo,

h)l’Autorità di regolazione dei Trasporti (ART)

i)l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) per vigilare nel settore degli appalti pubblici e prevenire fenomeni di corruzione e collusione tra imprese.

Le diverse Autorità, in alcuni casi (per esempio fra l’AGCM e l’AGCOM) devono chiedere l’una all’altra dei pareri – non vincolanti – in un’ottica di leale collaborazione fra le istituzioni nell’ambito delle rispettive competenze ed in coerenza con il principio del buon funzionamento dell’azione amministrativa ai sensi dell’art. 97 della Costituzione.

La cooperazione fra le diverse autorità si esplica anche mediante gruppi di lavoro e può avere ad oggetto:

1)segnalazioni al Parlamento o al Governo, indagini conoscitive su materie di interesse comune (direi con possibili sovrapposizioni di interventi!),

2)scambi di informazioni,

3)iniziative congiunte in materia di enforcement, di vigilanza o controllo (anche mediante ispezioni congiunte) e

4)collaborazioni scientifiche.

Su tutte le autorità gravano precisi obblighi di riservatezza ovverosia di non diffondere i dati, notizie, informazioni e documenti scambiati fra esse ai terzi.

Ciò alla luce anche della “particolare delicatezza” dei dati trattati e dei possibili risvolti in caso di inadempienze.

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