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L’attuazione dell’invenzione

L’invenzione industriale che costituisce oggetto di brevetto deve essere attuata nel territorio dello Stato in misura tale da non risultare in grave sproporzione con i bisogni del Paese.

Le invenzioni riguardanti oggetti che per la prima volta figurano in una esposizione ufficiale o ufficialmente riconosciuta, tenuta nel territorio dello Stato, si considerano attuate da quando gli oggetti vi sono introdotti fino alla chiusura della medesima, purchè siano stati esposti almento per dieci giorni o, in caso di esposizione di più breve durata, per tutto il periodo di essa.

L’introduzione o la vendita nel territorio dello Stato di oggetti prodotti in Stati diversi da quelli membri della Unione europea o dello Spazio economico europeo ovvero da quelli membri dell’Organizzazione mondiale del commercio non costituisce attuazione dell’invenzione.

A seguito della concessione di un diritto di esclusiva, il titolare del brevetto si trova in una situazione di monopolio anche se temporaneamente limitato.  Quindi ha un preciso onere di attuazione del trovato. Egli deve mettere a disposizione dell’intera collettività il suo trovato.

Questo è uno dei casi in cui il regime della libera concorrenza viene in parte compresso ma, nel bilanciamento degli interessi ed a tutela della concorrenza, l’inventore ha l’onere di attuazione della medesima a vantaggio del mercato.  Si crea così una sorta di "equilibrio correttivo" e si evitano presumibili abusi da parte sua.

(Riferimenti normativi: R.D. 29-06-1939, n.1127; L. 22-02-1994, n.146; D. lgs. 19-03-1996, n.198; D. lgs. 10-02-2005, n.30; Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale ratificata con legge 28-04-1976, n.424; Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti il commercio ratificato con legge 29-12-1994, n.747).

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