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Concorrenza illecita fra i notai.

Concorrenza illecita fra i notai.

La concorrenza illecita fra i notai è regolata dall’art 147 della legge notarile. Tale articolo è stato sostituito dall’articolo 30 del D.Lgs. 1 agosto 2006, n. 249 che:

  1. ha previsto tre ipotesi di illecito disciplinare dei notai ed 
  2. ha stabilito che è punito con la censura o con la sospensione fino ad un anno o nei casi pi’ gravi con la destituzione il notaio che pone in essere una delle condotte ivi indicate.

Tali illecite condotte sono le seguenti:

  • a)compromette in qualunque modo con la propria condotta nella vita pubblica o privata la sua dignità o reputazione o il decoro e prestigio della classe notarile,
  • b)violare in modo non occasionale le norme deontologiche elaborate dal Consiglio Nazionale del Notariato,
  • c)fare illecita concorrenza ad altro notaio con riduzione di onorari, diritti o compensi, ovvero servendosi dell’opera di procacciatori di clienti, di richiami o di pubblicità non consentiti dalle norme deontologiche, o di qualunque altro mezzo non confacente al decoro ed al prestigio della classe notarile.

L’art. 147, lett. a) configura come elementi costitutivi dell’illecito disciplinare condotte che:

  • seppur non tipizzate,
  • anche quando abbiano carattere occasionale
  • siano idonee a ledere la dignità e la reputazione del notaio, nonchè il decoro ed il prestigio della classe notarile.

L’individuazione di tali concotte in concreto è rimessa agli organi di disciplina.

L’art. 147 b) sanziona invece la reiterata e non occasionale violazione delle norme deontologiche.

Con deliberazione del 5 aprile 2008 il Consiglio Nazionale del Notariato ha approvato i principi di deontologia professionale dei notai. L’art. 14 in essi contenuto tipizza specificandole, peraltro a titolo esemplificativo, alcune ipotesi di concorrenza sleale, fra le quali è menzionata la irregolare fatturazione.

Mentre l’art. 147 c) prevede come illecita la concorrenza effettuata con riduzioni di onorari, diritti o compensi, o servendosi dell’opera di procacciatori di clienti, di richiami o pubblicità non consentiti dalle norme deontologiche, o di qualunque altro mezzo non confacente al decoro e al prestigio della classe notarile.
Quindi, la norma, rispettosa del principio di legalità, non vieta la concorrenza tra i notai, la cui liceità, anzi, implicitamente riconosce. Tale norma:

  • vieta solo le forme illecite di concorrenza e
  • identifica l’interesse meritevole di tutela nella salvaguardia della dignità e reputazione del notaio nonchè del decoro e prestigio della classe notarile.

Qualora sia contestata, ai sensi dell’art. 147 c) legge notarile,la concorrenza illecita fra notai:

  • compiuta attraverso la reiterata emissione di fatture irregolari a fronte di anticipazioni di spese inesistenti 

la condotta contestata rientra in una delle specifiche previsioni descritte dal citato art. 14 del codice deontologico.
Per cui l’ipotesi di cui all’art. 147 c) comprende ed assorbe la condotta sanzionata dall’art. 147 b), in relazione all’art. 14 codice deontologico.
Pertanto, si versa in una ipotesi di concorso apparente di norme, avendo le disposizioni di legge e deontologica ad oggetto il medesimo fatto.
(Corte di Cassazione, sezione 2° civile, sentenza n.2527 pubblicata il 31.01.2017, presidente V. Mazzacane).