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Concorrenza sleale e reato.

Concorrenza sleale e reato.

La sola concorrenza sleale ai sensi dell’art. 2598 n.1 c.c. non costituisce anche di per sè reato.

Infatti secondo la Cassazione non esiste alcuna coincidenza tra:

  • la condotta illecita civilistica di concorrenza sleale e
  • quella che integrante il reato di cui all’art. 473 c.p. (contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali).

Ciò perché l’illecito civilistico previsto dall’art. 2598, n. 1 c.c., richiede che:

  • a)si usino nomi o segni distintivi idonei a creare confusione con quelli usati da altri o
  • b)che si imitino servilmente i prodotti altrui.

Per altro verso, invece, l’art. 473 c.p. richiede in modo più specifico che i marchi altrui o segni distintivi altrui siano fatti oggetto di materiale contraffazione o alterazione (si veda anche la sentenza Cassazione sezione V penale, sent. n. 10193 del 09.03.2006).

Conclusione: se manca la contraffazione o l’alterazione del marchio la sola possibilità di confusione non può, di per sé, costituire il reato.

(Corte di Cassazione penale, sez. II, sentenza del 03.07.2014 n. 28922)

Riferimenti normativi: art 473 c.p. e art. 2598 n.1 c.c.

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