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La libertà di entrare in un mercato concorrenziale.

La libertà di entrare in un mercato concorrenziale.

Un reale mercato concorrenziale può esserci solo in condizioni di vera libertà ovverosia quando:

  • 1)ogni operatore deve poter essere libero di acquistare o vendere le quantità di prodotti che desidera,
  • 2)ogni soggetto economico deve poter entrare in qualsiasi momento nel mercato sia come consumatore che come produttore e/o rivenditore,
  • 3)non devono esistere intese fra imprenditori (di qualunque natura) volte ad impedire l’entrata nel mercato di nuove imprese. Intese possono essere relative per esempio ad accordi sui prezzi o a condizioni di vendita per escludere determinati players.

Tuttavia oggigiorno nel moderno sistema economico:

  • a)è impensabile una forma di mercato perfettamente concorrenziale e
  • b)le imprese anche grazie alla globalizzazione del mercato, tendono ad aggregarsi fino a raggiungere le dimensioni di multinazionali (si pensi a Facebook o a Google) che dominano alcuni settori del mercato,
  • c)le imprese tendono a fondersi non solo per esigenze produttive, ma anche per acquisire più forza sul mercato internazionale tentando di controllare l’offerta di prodotti e servizi.

Queste grandi imprese, che addirittura arrivano a fatturare più di interi Stati, godono di una posizione dominante in alcuni settori.
Ora, la posizione dominante può avere effetti negativi sul mercato, ma solo se le imprese ne abusano imponendo pratiche discriminanti verso altre imprese o verso i consumatori.
Ecco perchè i paesi tradizionalmente liberisti hanno introdotto normative atte a definire i limiti di dimensione delle imprese, al fine di garantire ai nuovi potenziali imprenditori l’accesso al mercato (o alle fonti di approvvigionamento).